Come diventare (bravi) freelance: un anno di Parolabis

Proprio un anno fa, il 21 marzo 2016, è iniziata la nostra avventura con Parolabis. La scelta del 21 marzo non è stata un caso: è una data che segna un cambiamento, una transizione, un’evoluzione. È proprio per questo che io e Silvia abbiamo deciso lo scorso anno di avviare Parolabis. Si è trattato infatti di un momento cruciale, in cui abbiamo deciso di dare una svolta importante alla nostra attività professionale. E come per ogni attività che si rispetti è giunto il momento di fare un bilancio e di condividere con voi cosa abbiamo imparato e quali sono i punti su cui continueremo a lavorare.

1. Cooperazione e condivisione

Si tratta del punto fondante di Parolabis, ciò che ci ha spinte alla pianificazione e realizzazione di questo progetto. Sì, perché Parolabis è un team, siamo partite in due e oggi siamo in quattro. Si è parlato molto della necessità di ripensare il mestiere del traduttore freelance e di ritrovare la sua posizione nella società lavorativa. E noi infatti eravamo arrivate a un momento arido della nostra giovane vita professionale e la soluzione più intuitiva è stata quella di collaborare: come si dice, l’unione fa la forza! Ci siamo concentrate sui punti forza di ognuna di noi: Silvia, ad esempio, è molto brava nelle relazioni interpersonali ed è infatti la PR di Parolabis  (così la chiamo io in modo scherzoso); io invece ho scoperto un interesse per il mondo delle nuove tecnologie e del marketing (Silvia mi chiama la “Nerd di Parolabis”). Poi sono arrivate Gabriella, il nostro guru, visto che è una traduttrice con una lunga esperienza, e Tina, sempre attenta e scrupolosa. Oltre alla cooperazione, crediamo molto anche nella condivisione, vale a dire la condivisione di idee, di sapere e di clienti. Non serve a nulla tenersi tutto per sé!

2. Freelance, unitevi!

Il nostro “istinto di sopravvivenza” non ci ha portato solo alla collaborazione con altri traduttori, ma anche con altri professionisti freelance. Confrontarci con loro ci ha aperto la porta su altri e nuovi modi di considerare la professione di freelance e di fare nostri anche le loro tecniche e i loro consigli. È stato inoltre fondamentale per l’avvio di progetti di collaborazione nuovi e stimolanti, com’è stato per noi quello con Viaggiodasolaperché.
Confrontarsi con gli altri, chiedere loro consigli e aiuto non è mai motivo di vergogna, ma piuttosto punto di forza!

3. Non perdere di vista i propri obiettivi

A un certo punto dell’anno ci siamo bloccate: eravamo così prese dallo scrivere sul blog che non pensavamo ad altro! Abbiamo cioè concentrato tutte le nostre energie sul blog, dimenticandoci di dover lavorare anche su altri aspetti di Parolabis. Ecco perché a metà anno ci siamo fermate, ci siamo prese una pausa e abbiamo rimesso in discussione le nostre priorità. Abbiamo poi ripensato ai nostri obiettivi iniziali e una volta averli impressi per bene, abbiamo ripreso la nostra attività senza perderli mai di vista. Ecco perché abbiamo anche ridotto la frequenza dei nostri post sul blog: non è importate la frequenza con cui scriviamo, ma ciò che scriviamo. Non siamo più prese da quella mania di scrivere per forza perché il nostro lettore se lo aspetta: chi ci segue sa che scriviamo solo quando abbiamo qualcosa da dire e non per riempire la bacheca di parole poco utili.

4. Non smettere mai di stare al passo con i tempi

Lo so, è un punto ovvio, ma che abbiamo bisogno di ribadire soprattutto a noi stesse. La formazione continua è fondamentale per un traduttore, intesa più che altro come lo studio di pratiche nuove ma anche degli sviluppi della nostra società. Stare al passo con i tempi e con le nuove tecnologie deve essere la nostra sfida: capire quali pieghe prende la società è fondamentale per sapersi poi rinnovare e proporsi in modo sempre più attuale ai clienti. E devo dire che per noi, amanti delle cose semplici, del carta e penna e dei rapporti diretti più che “digitali”, questo è il punto più difficile da mettere in pratica.

5. Considerare la propria attività come un vero e proprio business

Se non si vuole lavorare sempre e solo con agenzie e si vuole fare un passo in avanti acquisendo clienti diretti, è necessario considerare il traduttore freelance come un vero e proprio imprenditore. Qual è il nostro obiettivo se non quello di aumentare il nostro fatturato con i servizi che offriamo? Concentrarsi sul proprio core business, sul modo in cui presentare il prodotto e l’azienda e sul modo in cui interagire con il cliente: è così che dovremmo considerare la nostra attività. È ciò che abbiamo notato nel corso dell’anno e che crediamo faccia la differenza.

Questi sono i punti che ci sentiamo di consigliare, dopo un anno di Parolabis, a tutti i nostri colleghi e a chi sta per iniziare la carriera di freelance. Adesso non ci resta altro che brindare a noi e cominciare un anno intenso e prolifico! 😉

 

Foto: Pixabay

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