Amore localizzato. Il bisbiglio di Raffaele – Parolabis

A qualche giorno di distanza dalla “Translation and the Creative Industries International Conference” organizzata dalla University of Westminster e tenutasi a Londra il 7 e 8 ottobre, parliamo di localizzazione, in particolare della localizzazione di dating app, le app per incontri per intenderci. Un tema apparentemente frivolo ma in realtà ricco di spunti per noi professionisti. La persona più adatta per aprirci le porte di questo mondo è senz’altro Raffaele Tutino, traduttore, revisore, transcreator e post-editor dall’inglese e dal francese, specializzato in localizzazione di software e siti web, che alla conferenza ha partecipato con un intervento intitolato “Love in the time of smartphones: a case study on localization and transcreation of Tinder”.

Perché parlare di app per appuntamenti? Il motivo è che proprio qui più che altrove, localizzazione e transcreation si incontrano. Senza contare la sempre maggiore diffusione di questo tipo di traduzioni.

“Da sempre mi occupo di localizzazione, ovvero di traduzione e adattamento di software e siti web. Da qualche anno, molte commesse di lavoro arrivano dal mondo delle mobile app, le applicazioni per dispositivi mobili. Tra le più note, sicuramente Tinder, Brandon e Brenda. Le ultime due, rispettivamente, sono per il pubblico LGBT (Brandon per gay, Brenda per lesbiche), mentre Tinder è nata come app per eterosessuali ma può essere utilizzata da chiunque”.

Come descriveresti queste app dal punto di vista linguistico?

“Per lo più le stringhe da tradurre si riferiscono a parametri descrittivi della persona, come altezza, corporatura, colore di occhi e capelli e così via. C’è ovviamente tutta una parte di marketing il cui intento è spingere gli iscritti a eseguire determinate azioni. Il più delle volte si ritrovano frasi molto gergali e divertenti, che spesso richiedono un minuzioso lavoro di transcreation per poter essere rese in italiano. Posso citare un esempio molto semplice, come: “Wow, Tinder is on fire in your area! Chances of a match are 3x higher right now”, che è stata tradotta con “Wow, Tinder sta andando alla grande nella tua zona! Le possibilità di incontrare persone compatibili sono triplicate.””

E la tua esperienza con Tinder?

“Io mi sono occupato della versione italiana ma insieme a me c’erano molti altri colleghi, dalle più classiche lingue europee come francese, tedesco e spagnolo fino ad arrivare a lingue non sempre contemplate nei progetti di localizzazione, tra cui thailandese, indonesiano, malese o vietnamita. Segno che un’app come Tinder ha una portata commerciale mondiale. Per questi progetti di localizzazione, in genere, utilizziamo una piattaforma di traduzione assistita collaborativa, dove possiamo comunicare in tempo reale con i project manager e gli altri traduttori coinvolti nei progetti. Una cosa che mi ha colpito particolarmente sono stati i commenti del traduttore arabo su determinate stringhe e meccaniche dell’app. Tinder presenta una dinamica che definirei quasi ludica: i profili degli utenti vengono visualizzati come una serie di schede. La persona che vede la foto può decidere di esprimere il suo gradimento o scartare. Ma anche la persona “scelta” deve fare lo stesso. Se entrambi esprimono un parere positivo nasce un cosiddetto “match”, ovvero le due persone “diventano compatibili”. Questa dinamica ha messo in forte difficoltà il traduttore arabo perché in alcuni paesi arabi non è neanche minimamente pensabile che le donne possano scaricare o addirittura utilizzare un’app del genere sul proprio smartphone.

Qualcosa di simile era avvenuto anche per un’altra app: in questo caso il problema era legato al parametro “Race”, che serviva a connotare l’etnia dell’utente e che la traduttrice tedesca sconsigliò vivamente di utilizzare nella versione destinata al mercato tedesco, per gli ovvi motivi che tutti conosciamo.

Per quanto riguarda l’Italia, non ho incontrato particolari problemi legati alla cultura. Le difficoltà riscontrate erano tutte squisitamente linguistiche e perciò le tecniche di adattamento e transcreation sono tornate molto utili. In particolare per il termine “match” in inglese. In italiano, la frase “You matched with…” è stata tradotta con “Sei compatibile con…”, mentre in francese con “Une affinité a été créee avec….” Come si può notare, in italiano è stato utilizzato un aggettivo mentre il traduttore francese ha scelto di tradurre il verbo originale con un sostantivo”.

E le app LGTB?

“Le app per il mondo LGBT sono sessualmente più esplicite. Il linguaggio è più diretto, presenta davvero pochi tabù. Tutti sanno che molte persone utilizzano queste applicazioni per trovare partner sessuali, non necessariamente la persona della vita. Negli Stati Uniti, infatti, solitamente le chiamano “hookup app” più che “dating app”, come a sottolinearne la vera natura”.

In genere, quali sono gli strumenti utilizzati per localizzare le app?

“Gli strumenti impiegati per localizzare le app non sono diversi da quelli utilizzati solitamente per la localizzazione di software e la traduzione tecnica in genere: strumenti CAT, come SDL Trados Studio o MemoQ. Nel caso di Tinder, ho lavorato con un’applicazione CAT online chiamata CrowdIn. Il funzionamento è sempre basato su memorie di traduzione e database terminologici, con la differenza che sia i file del progetto che le TM e i termbase sono online sul server cloud del fornitore dell’applicazione CAT. Questo strumento offre anche una live chat. Quando traduco app, di solito lavoro in team, condividendo le memorie di traduzione in tempo reale.

Trovi che queste app stiano influenzando il nostro linguaggio?

“Negli Stati Uniti, Tinder è diventato addirittura un verbo ampiamente utilizzato nel linguaggio comune in seguito all’enorme successo riscontrato dall’app presso il popolo americano. Nella prima fase di localizzazione ci è stato chiesto di tradurre questo verbo in italiano, creando un vero e proprio neologismo. Ricordo la mia proposta: “tinderare”. Ne discussi a lungo con il cliente, che mi chiese di cambiarlo in “tindere”. Non so quanto si sia diffuso questo verbo nel nostro Paese. Non credo abbia attecchito.

Quello che è certo è che altre app celebri comunemente utilizzate da milioni di persone hanno contribuito a diffondere un nuovo linguaggio anche in Italia. Basti pensare a WhatsApp, altra applicazione da me localizzata nella sua primissima versione: non è raro sentire in giro “Ti whatsappo” o “Ti mando un WhatsApp”.

Cosa ci puoi dire ancora sul tuo intervento a Londra?

È stato un modo per dimostrare che anche la traduzione di questo tipo di app richiede doti di transcreation e di adattamento e non di mera traduzione letterale. A giudicare dal cospicuo numero di persone presenti e dalle numerose domande che mi hanno posto, ho avuto l’impressione che la presentazione abbia suscitato molto interesse nel pubblico. Ne sono davvero contento.

 

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Raffaele Tutino è traduttore, revisore, transcreator e post-editor dal 2003. Specializzato in localizzazione di software e siti web. Laureato in Lingue e letterature straniere presso “L’Orientale” di Napoli, ha conseguito una specializzazione in Localizzazione presso l’Agenzia formativa tuttoEUROPA di Torino. Insegnante di localizzazione e strumenti CAT presso l’Università UNINT di Roma e l’Agenzia formativa tuttoEUROPA di Torino. Socio ordinario AITI. Ha ottenuto le certificazioni Proz Certified Pro e SDL Trados Studio for Translators Advanced. È amministratore e gestore della pagina Facebook “Liberi professionisti traduttori – Freelance Translators”, tra le più seguite in Italia. Il suo profilo professionale è disponibile su Proz, ma anche su Twitter e LinkedIn.

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