Come parla il calcio?

Il campionato europeo di calcio è il tema del momento. Qui in Germania già da alcuni mesi non si parla e non si vede altro: gli allestimenti delle vetrine dei negozi o le insegne dei supermercati non fanno che ricordarci che la Germania giocherà gli Europei; molte aziende hanno deciso di creare una linea di prodotti proprio in onore di questa importante competizione e, come se non bastasse, quasi tutti i miei vicini hanno la bandiera della loro squadra appesa alla finestra. Insomma, il tema europei di calcio ha finito per toccare pure me! E si sa che quando si vive all’estero, il senso di appartenenza nazionale cresce e ti ritrovi a tifare la tua squadra con persone che non avevi mai visto prima. Così è stato. In occasione della prima partita dell’Italia, ero in una pizzeria con altri italiani e un’amica rumena, che è rimasta sbalordita dalla foga con cui grandi e piccini (compresa la sottoscritta!) esultavano per i goal o si amareggiavano per un passaggio sbagliato o per un tiro andato a male. Così ho dovuto spiegarle che le competizioni calcistiche importanti rappresentano quei pochi momenti in cui gli italiani si sentono davvero italiani.

Aneddoti antropologici a parte, tra una partita e l’altra mi sono accorta che il linguaggio usato dai telecronisti era davvero “strano”, ricco di espressioni che non avevo mai sentito prima. Sì, perché i commentatori, gli allenatori e persino i giocatori usano espressioni sconosciute o in modo inusuale, creando un vero e proprio gergo. Quindi, spinta dalla curiosità, ho iniziato a fare alcune ricerche e ad approfondire alcuni aspetti relativi alla lingua del calcio. Il linguaggio calcistico può essere considerato un vero e proprio linguaggio settoriale con il quale traduttori e interpreti sportivi devono sapersi confrontare. In particolare, partendo proprio dall’Italia, il linguaggio usato dai nostri telecronisti, cambia costantemente arricchendosi di neologismi, ma anche di forestierismi, provenienti soprattutto dall’inglese, come ad esempio, dribbling, corner, cross. Ma la stessa cosa vale anche per il linguaggio usato dai telecronisti tedeschi o inglesi, ricco di modi di dire e frasi fatte. E si sa che le espressioni idiomatiche dicono tanto non solo sulla lingua di un popolo, ma anche sulla sua cultura e sul suo modo di pensare. Affascinata da sempre da questo aspetto linguistico, ho deciso perciò di raccogliere alcuni modi di dire più comuni e divertenti in un piccolo glossario che voglio condividere con voi. In questo modo, non arriveremo più impreparati a una partita di calcio o di footy, come dicono gli inglesi.

ESPRESSIONI CALCISTICHE TEDESCHE

♦ Beide Mannschaften/Teams tasten sich zunächst ab

Letteralmente: “le due squadre intanto iniziano a palparsi”. È un’espressione che il cronista dice in genere a pochi minuti dall’inizio della partita quando le due squadre iniziano ad effettuare i primi passaggi e ad “annusarsi”.

♦ Das Runde muss ins Eckige

Si tratta di una citazione dell’allenatore tedesco Sepp Herberger che poi è entrata a far parte del linguaggio comune calcistico. Il significato è: la palla deve entrare in porta. La metafora è abbastanza divertente, e cioè che la “cosa rotonda”, das Runde, ossia la palla, deve entrare nella “cosa quadrata”, das Eckige, ossia la porta, che più che quadrata è rettangolare.

♦ Der Schiedsrichter hat wohl Tomaten auf den Augen!

Ossia, l‘arbitro ha bisogno degli occhiali o l’arbitro è cieco. Letteralmente: “il giudice deve avere i pomodori sugli occhi!”. I tedeschi infatti usano la metafora dei pomodori per definire qualcuno che non vede bene qualcosa. Tra l’altro la provenienza di questo detto è abbastanza curiosa. Pare, infatti, che in precedenza era usato dai vigili urbani quando, in corrispondenza di un semaforo, vedevano un autista che nonostante il verde rimaneva fermo. In quella circostanza dicevano “Sie haben Tomaten auf den Augen!” che significava che l’autista vedeva il semaforo sempre rosso.

ESPRESSIONI CALCISTICHE INGLESI

♦ It’s a game of two halves

Letteralmente: “è un gioco in due tempi”. Si riferisce al fatto che la partita di calcio può cambiare improvvisamente nel corso dei 90 minuti e che quindi è un gioco imprevedibile.

♦Hitting the woodwork

Si tratta di un’espressione usata per dire che la palla ha preso il palo. Woodwork, in generale, è utilizzato per riferirsi a oggetti in legno e in questo caso è chiaramente una metonimia che indica la materia per l’oggetto. Corrisponde al detto italiano “la palla ha colpito il legno”.

♦ Back of the net!

Potremmo tradurlo con “è stato un goal impressionante!” L’espressione si riferisce alla gioia provata nel vedere il pallone che colpisce la parte anteriore della rete, ossia the back of the net.

Se volete saperne di più sui termini utilizzati nel calcio in varie lingue, potete dare un’occhiata al traduttore del calcio, una simpatica raccolta di termini del gergo calcistico in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo e brasiliano.

E se volete ridere un po’, vi consiglio di guardare questo video della WDR, pubblicato in occasione dei Mondiali del 2014, ma sempre attuale, e che mostra cosa succederebbe se i modi di dire del calcio fossero presi alla lettera.

E voi, quali altri modi di dire conoscete? E in quali lingue?

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