Alcuni consigli per scrivere in italiano corretto – PAROLABIS

Parolabis si è concentrato finora su molti aspetti relativi alle lingue straniere e su come apprenderle con motivazione e fiducia in se stessi. Conoscere una lingua straniera è una caratteristica importantissima per chi opera in ambiti internazionali, per gli insegnanti e, ancor di più, per i traduttori o gli interpreti. Tuttavia non sono solo le lingue straniere a essere punto di riflessione e approfondimento per noi traduttori, ma anche e soprattutto la lingua italiana con tutte le sue regole e sfumature. Il traduttore, oltre a permettere e facilitare la comprensione di messaggi, ha il compito di rendere testi corretti sia dal punto di vista grammaticale che stilistico. Insomma, siamo o non siamo professionisti della lingua? Per questo motivo, ho deciso di scrivere questo articolo e condividere con voi alcune pratiche a cui io stessa presto attenzione durante la redazione di articoli o traduzioni.

♣ Come si scrive?

Gli errori di ortografia sono quelli che perseguitano un po’ tutti! Potrà sembrare strano, ma ho notato che questi tipi di errori sono ricorrenti in opuscoli, blog, forum e in lavori di studenti universitari.
Un pò o un po’? In questo caso la seconda opzione è quella corretta perché è il risultato del troncamento di poco.
Qual’è o qual è? Credo che questo sia uno degli errori più diffusi. Anche in questo caso l’opzione corretta è la seconda. Se vogliamo approfondire la questione, il Treccani ci viene in aiuto.
C’entra o centra? C’entra apostrofato si usa con il significato di ‘avere attinenza o a che fare con qualcuno o qualcosa’, mentre la seconda opzione è la forma coniugata del verbo centrare.

italiano
Credits: Hakan Brovell

È sempre una questione di virgole!

I segni di interpunzione sono molto importanti in un testo scritto perché sono necessari a mettere in evidenza le relazioni logiche e sintattiche di una frase, e a indicare le pause di lettura. La prima regola che mi viene in mente sulla punteggiatura è quella che diceva sempre il mio maestro, e cioè che tra il soggetto e il verbo non si può mai mettere la virgola. Ma come e quando usare i  punti, i punti e virgola, le virgole e i puntini di sospensione? Su questo tema ci sarebbe da  scrivere un post a parte, ma qui mi soffermo solo su alcuni aspetti fondamentali.
– Virgola: La virgola è quella che causa più dubbi. Qui ci limitiamo a dire che essa va usata negli elenchi di parole, nelle descrizioni o negli incisi. Nel caso delle frasi relative, la virgola si mette solo quando la frase ha valore non restrittivo o appositivo.
Non guardo le telenovele che mi sembrano noiose (Restrittiva)
Non guardo le telenovele, che mi sembrano noiose (Non restrittiva).
La prima frase infatti vuole dire che non guardo solo le telenovele noiose, la seconda che non guardo tutte le telenovele perché noiose.
– Puntini di sospensione: Nel linguaggio comune, vengono usati spesso e anche a sproposito. In genere, sono sempre tre e si utilizzano quando vogliamo sospendere il discorso perché imbarazzati, titubanti o per alludere a qualcosa. Si scrivono attaccati alla parola che li precede e sono seguiti sempre da un spazio, a meno che dopo non mettiamo un punto interrogativo o chiudiamo una parentesi. Chissà se mai riusciremo a utilizzarli per bene…

apostrofo
Credits: copiascolla

♣ Accento sì, accento no

In italiano tutte le parole sono accentate, ma quando scriviamo non è obbligatorio inserirlo in tutte. Esistono, però, dei casi che generano confusione e che ci portano a sbagliare.
– è, é o e’? Se vogliamo usare il verbo essere alla terza persona, la forma corretta è la è con l’accento grave. La é con l’accento acuto non la troviamo mai da sola, ma alla fine di parole quali perché, affinché, poiché, sicché, etc. Invece non dobbiamo mai confondere l’apostrofo con l’accento e quindi scrivere e’ al posto di è!
– dà, dì, sì, tè, là, lì, sé: Nel caso di questi monosillabi, l’accento si mette per distinguerli da quelli senza accento. Quindi, scriveremo per coniugare il verbo dare e da se vogliamo utilizzare la preposizione. Nel caso di , possiamo scriverlo senza accento se seguito da stesso o medesimo perché in quel caso non è difficile capire che non si tratta del se ipotetico.

♣ La grammatica non è un’opinione

Gli errori grammaticali sono, ahimè, molto comuni e in quel caso lì non ci resta altro che tornare a sfogliare il nostro vecchio libro di grammatica per chiarire ogni dubbio. Tra gli errori grammaticali più comuni mi viene subito in mente il congiuntivo. Infatti, non è molto chiaro come e quando utilizzarlo. In linea di massima, lo usiamo per esprimere possibilità, probabilità, dubbio, ma anche desiderio o per fare un’esortazione o un’esclamazione. Inoltre, molti verbi richiedono l’uso del congiuntivo, tra cui credere, pensare, sperare, temere che, etc. Infine, si scrive un amico o un’amico? L’articolo indeterminativo un maschile si scrive sempre senza apostrofo; è solo il femminile che lo richiede e quindi avremo un amico e un’amica oppure un insetto su un’isola.

Conclusione

L’argomento trattato qui è abbastanza vasto e servirebbero più articoli per evidenziare le regole dell’italiano corretto. Qui ho voluto raccogliere solo gli esempi più comuni. Se volete approfondire l’argomento, vi consiglio alcuni libri e manuali dei quali non riesco più fare a meno.
– Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli
– L’italiano. Lezioni semiserie di Beppe Severgnini
– Le 40 regole per scrivere bene in italiano di Umberto Eco
Per domande o dubbi veloci, potete consultare il sito dell’Accademia della Crusca o il Treccani.

2 thoughts on “Alcuni consigli per scrivere in italiano corretto – PAROLABIS

  1. “Qual è o qual’è? Credo che questo sia uno degli errori più diffusi. Anche in questo caso l’opzione corretta è la seconda.” Spero sia stato un errore di distrazione perché la grafia corretta è la prima, cioè senza accento, come anche il Treccani che citate spiega.

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